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Logo Il periodico di approfondimento sui temi della sanità e della salute

Ex specializzandi, Lala (OMCeO Roma): “L’accordo con lo Stato è improrogabile”

Altri 60 milioni consegnati nella capitale. Sentenze favorevoli e rimborsi milionari: è un’onda senza fine

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Una vera e propria patata bollente, che rischia di “scottare” seriamente le casse dello Stato: è la questione dei medici ex specializzandi ’82 – 2006, che non hanno ricevuto il corretto trattamento economico nel corso degli anni di scuola post-laurea frequentati, e che ora stanno avendo la loro rivincita.


Continuano infatti a piovere dai Tribunali di tutta Italia sentenze favorevoli nei loro confronti, che sfociano in rimborsi da capogiro. Pochi giorni fa, nella sede dell’OMCeO di Roma, c’è stata “l’ultima ondata” – in ordine cronologico – di altri 60 milioni di euro consegnati ai medici tutelati da Consulcesi, e l’annuncio di altri 10 in arrivo. Ad oggi, ai medici Consulcesi sono stati già riconosciuti oltre 373 milioni di euro. Una cifra record destinata a salire ancora e in fretta, considerando la grande mole di ricorsi presentati e la straordinaria velocità alla quale arrivano ormai le sentenze.

Lo Stato, infatti, mai come adesso paga spontaneamente e subito già dopo la notifica della sentenza positiva, per risparmiare su spese e interessi. Il rischio concreto per le casse pubbliche è di dover sborsare oltre 4 miliardi di euro. Sul tema, Consulcesi ha già ottenuto la presentazione di tre Ddl, ad un passo dall’approvazione, volti a garantire il diritto dei medici ed evitare allo Stato un esborso eccessivo. “E’ diventata un’esigenza improrogabile per lo Stato raggiungere un accordo con i medici specialisti, per riportare la giustizia e l’equità nel sistema.” commenta perentorio Roberto Lala, presidente dell’OMCeO di Roma, e aggiunge: “Ormai è un continuo di sentenze positive per i medici che fanno ricorso: è un’onda, cresciuta piano piano ma che ora è inarrestabile. Si avverte l’esigenza per lo Stato – conclude il presidente - di trovare una transazione sia per ridurre l’esborso economico sia per liberare le aule dei Tribunali, ormai ingolfate”.

Gli fa eco Marco Tortorella, legale Consulcesi ed esperto del tema rimborsi: “È necessario che la questione esca dai Tribunali per tornare nella sua sede più congeniale: quella legislativa. Magari approvando i Ddl al momento presenti in Parlamento per trovare un accordo transattivo”. “La prossima azione di rimborso è prevista per il 10 aprile. Sono già tanti gli OMCeO, gli Enti e le Società scientifiche che hanno aderito – ha affermato l’Avv. Sara Saurini, responsabile dell’Area Legale di Consulcesi Group – ma sono migliaia i professionisti ancora in attesa di vedersi rimborsare ciò che è loro diritto ricevere”. Ma è ormai evidente che la strada è ben spianata, e che nessun medico resterà a bocca asciutta.

Per ulteriori informazioni Consulcesi mette a disposizione il numero verde 800.122.777 ed il sito www.consulcesi.it
di Marco Blefari

Il Ministero della Salute “mette sotto inchiesta” la Medicina Difensiva

Costituita una commissione ad hoc: la paura delle denunce costa oltre 10 miliardi l’anno

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Cresce sempre più l’attenzione delle istituzioni sul tema della responsabilità professionale in ambito sanitario: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato nei giorni scorsi la costituzione di una nuova Commissione consultiva ad hoc, con il compito di fornire al Ministero idoneo supporto per l'approfondimento di queste tematiche e per l'individuazione di possibili soluzioni, anche normative.


Nello stesso contesto, il Ministero ha presentato un documento contenente numeri e ragioni di un fenomeno che aumenta in modo preoccupante, e che costa alle casse dello Stato 10 miliardi all’anno. Dal report emerge inoltre che il 77,9% dei medici ha praticato medicina difensiva almeno una volta nell’ultimo mese, e che per 4 medici su 5 la motivazione risiede nella paura delle denunce.

E’ evidente come la nuova Commissione, presieduta dal Prof. Avv. Guido Alpa, Presidente del Consiglio nazionale Forense, risponde all’esigenza di far fronte alle numerose questioni ancora aperte, anche alla luce della recente pronuncia del Consiglio di Stato. Per l’organo, infatti, in assenza di un regolamento sulle caratteristiche delle polizze, non sussiste l'obbligo per il professionista sanitario di dotarsi di copertura RC e la mancata stipula di una polizza assicurativa non può costituire illecito disciplinare da parte dell'Ordine.

L’annuncio dell’istituzione della nuova Commissione è stato accolto con un caloroso benvenuto da parte del Sindacato Medici Italiani (Smi): “E’ il momento di passare dalle parole ai fatti – sottolinea Pina Onotri, segretario generale Smi – per garantire maggiore informazione ai cittadini, la tutela effettiva del lavoro medico, e un accordo con l'avvocatura per una nuova cultura per la risoluzione alternativa dei conflitti”. Parole che fanno eco alle recenti dichiarazioni del sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, che si era espresso sugli evidenti limiti – nonostante le buone intenzioni - del decreto Balduzzi. Intanto, però, i camici bianchi continuano ad operare con lo spauracchio delle denunce, che come evidenziato di recente da un sondaggio dell’Osservatorio Internazionale della Sanità sono pretestuose per l’80% dei medici.

E mentre Anaao Assomed stronca l’iniziativa del Ministero, di tutt’altro segno è la posizione di Consulcesi Group, principale realtà di settore con sedi in Italia e nel resto del mondo. “Oltre 10 miliardi all’anno per la Medicina Difensiva sono una spesa enorme ed intollerabile – dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group – e il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha fatto bene a metterlo in evidenza, correndo ai ripari con la costituzione di una commissione ad hoc. Oggi – continua Tortorella - il nostro Gruppo, con l’esperienza di oltre 20 anni al fianco dei professionisti della sanità, è pronto a mettere a disposizione delle istituzioni le indicazioni dei nostri oltre 60mila medici tutelati  per risparmiare subito oltre un miliardo”. Intanto, in attesa di una nuova regolamentazione, molti operatori sanitari hanno già deciso di mettersi le spalle al sicuro scegliendo forme di copertura che prevedono la tutela legale completa.
di Ciro Imperato

Il bollettino del Ministero

L'importanza delle nuove tecnologie in sanità

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 L’eHealth rappresenta un elemento fondamentale per vincere le grandi sfide che ci attendono nella sanità del futuro. L’innovazione tecnologica in sanità, come ben sappiamo tutti noi, produce infatti benefici sanitari, economici e sociali. Sono fermamente convinta che l’eHealth rappresenti un pilastro fondamentale in grado di innescare un processo di cambiamento in ottica innovativa dei percorsi assistenziali, contribuendo alla produttività del sistema sanitario in termini di erogazione dei servizi e generando, nel contempo, fondamentali stimoli allo sviluppo economico e imprenditoriale del Paese.

Ritengo, inoltre, che l’eHealth consenta di supportare i cittadini nella messa in atto di comportamenti favorevoli alla propria salute ed al proprio benessere, riducendo così le disuguaglianze culturali e sociali, e a rimanere attivi e indipendenti il più a lungo possibile. Ed è proprio sotto quest’ultimo aspetto che la tecnologia deve essere vista come una potente alleata che ci permetterà, a fronte di una popolazione che sta invecchiando, di rispondere alla necessità di potenziare l’erogazione dei servizi sanitari nel territorio, nonché all’esigenza di migliorare i processi organizzativo-gestionali a supporto della continuità di cura.

Credo, infatti, che sia soprattutto promuovendo le tecnologie che si possano davvero indirizzare i processi di innovazione verso i bisogni espressi dalla popolazione, incrementando in maniera considerevole le potenzialità di intervento, sia sotto l’aspetto dell’appropriatezza che della tempestività, nonché facilitando il confronto e lo scambio tra professionisti e strutture.

Lo sforzo di chi ha la governance del processo deve essere, quindi, quello di eliminare gli ostacoli allo sviluppo di servizi digitali alimentando la fiducia dei cittadini e la competenza degli operatori nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Attraverso l’eHealth avremo la possibilità di incrociare le informazioni e di ottenere dati certi, garantendo al contempo la trasparenza e la misurabilità delle azioni poste in essere. Passare a una sanità “misurata” è un presupposto essenziale per eliminare gli sprechi, allocare correttamente e in modo razionale le risorse e vincere la sfida della sostenibilità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, che anche in prospettiva dovrà rimanere ancorato a quei principi di universalità, equità e solidarietà che lo hanno contraddistinto sin dalla sua istituzione e che lo rendono, ancora oggi, uno dei migliori al mondo.

Beatrice Lorenzin 
fonte: Ministero della Salute

FNOMCeO, la svolta annunciata è tutta al femminile con Roberta Chersevani presidente 

Soddisfazione e orgoglio dal mondo medico e istituzionale. Confermato Renzo alla guida degli Odontoiatri

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Si tinge di rosa la presidenza della FNOMCeO. Come era ampiamente prevedibile, Roberta Chersevani è stata eletta con un vero e proprio plebiscito. Tutti e diciassette i componenti del Comitato Centrale, rinnovato con le elezioni della scorsa settimana, hanno votato per la massima carica dell’OMCeO di Gorizia.


Alla Vicepresidenza è stato nominato Maurizio Scassola dell’Ordine di Venezia. Nel ruolo di Segretario è stato confermato Luigi Conte. La carica di Tesoriere è stata attribuita a Raffaele Iandolo. Nessuna rivoluzione invece nella Commissione Albo Odontoiatri, alla cui guida è stato confermato Giuseppe Renzo con  Salvatore Onorati al Collegio dei Revisori dei Conti. Si apre comunque una nuova fase: Renzo ha già annunciato di voler più autonomia, non soltanto all’interno della FNOMCeO. Per quanto riguarda Roberta Chervesani avrà subito un’agenda fitta di appuntamenti e l’obbligo di dover affrontare le tante criticità che attanagliano gli operatori sanitari.

“A tutti chiederò una mano individuando gli ambiti in cui ognuno di voi è più bravo, per essere veramente una squadra in cui ognuno avrà il suo ruolo”, ha affermato la presidente Chersevani subito dopo la proclamazione. Le istituzioni e le principali organizzazioni e associazioni del mondo della sanità non hanno tardato ad esprimere il loro plauso alla neo-presidente. Tra i primi il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin: “Sono sicura che le sue indubbie capacità di aprirsi al dialogo la sapranno guidare nell’esercizio della sua funzione e rappresenteranno un valore aggiunto nella futura gestione delle Federazione.” Entusiasmo da parte di Anaao Assomed, che ha salutato l’elezione della Chersevani come “una scelta di grande coraggio e di ampia visione” e da Fassid/SNR: “Orgogliosi per la prima volta di una donna e radiologa alla guida della FNOMCeO".  Le congratulazioni di Riccardo Cassi (Cimo): “Saprà sostenere al meglio la professione medica in questo momento così delicato della categoria” fanno eco a quelle di Gianfranco Milillo (Fimmg): “Sono convinto che saprà svolgere al meglio questo importante incarico”.

 “I vertici della Federazione avranno la capacità di tenere compatta e unita la categoria per difendere e far progredire il ruolo dei camici bianchi all’interno del Ssn”. Così il presidente dell’OMCeO Roma e segretario Sumai – Assoprof, Roberto Lala. Infine, da donna a donna, l’appello ad un “maggiore impegno per i diritti dei medici italiani, soprattutto i più giovani e i precari, in un momento di grande difficoltà professionale, politico ed economico, e ad una rinnovata sensibilità contro una discriminazione che subiscono le donne medico convenzionate per quanto riguarda la maternità e le adozioni”. E’ questo l’auspicio di Pina Onotri, presidente Smi.
di Chiara Stella Scarano

Tubercolosi, il bilancio è di milioni tra vittime e superstiti. Ma l’obiettivo è solo uno: sradicarla 

Allo “Spallanzani” di Roma, nella giornata mondiale dedicata alla Tbc, la parola al direttore scientifico Giuseppe Ippolito

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Il bacillo scoperto da Robert Koch nel 1882 continua, nonostante i progressi della scienza e della ricerca, a rappresentare la più diffusa causa di morte a livello globale, seconda solo al virus dell’HIV, dovuta ad un unico agente patogeno.


La tubercolosi, infatti, solo nel 2013 ha colpito 9 milioni di persone, uccidendone 1 milione e mezzo. La buona notizia, tuttavia, è che l’OMS in occasione del World Tuberculosis day 2015 dello scorso 24 marzo, ha annunciato “il rovescio della medaglia”, che riguarda il numero di vite salvate negli ultimi 15 anni: ben 37 milioni. Ma non finisce qui. Nella stessa sede, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è sbilanciata con quella che suona a metà tra una previsione e una speranza: debellare completamente la malattia entro il 2035.

Sanità Informazione ha intervistato il prof. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma dove, nella giornata dedicata alla Tbc, si è tenuto un summit internazionale per fare il punto sulla situazione. “Proprio qualche giorno fa il Centro europeo per il controllo delle malattie ha segnalato che ogni giorno in Europa ci sono mille nuovi casi di tubercolosi – sottolinea il direttore scientifico - e cento vittime: cifre che fanno riflettere sull’esigenza di attivare appositi sistemi di sorveglianza, di garantire che la diagnostica venga effettuata secondo il nuovo standard di microbiologia dell’OMS, con l’utilizzo di laboratori di biocontenimento, e – continua Ippolito - che preveda l’accesso ai nuovi farmaci contro la tubercolosi multiresistente. Il tutto, naturalmente, in strutture adeguate che vedano almeno duecento casi l’anno”.

Un’attenzione che si concentra sia sul mondo occidentale sia su altre aree, e che richiede approcci differenziati. “Se si parla dell’Africa, è ovvio che in tema di tubercolosi gli interventi devono essere prima di tutto sociali – osserva Ippolito - e che presuppongono un’organizzazione difficile da trovare in quelle aree. L’Italia è tra i 30 paesi al mondo che potrebbe arrivare ad un controllo totale della tubercolosi – conclude il professore –  da qui una rinnovata attenzione nel controllo e nella gestione di questa patologia.”
di Chiara Stella Scarano

Pasticcio test specializzazione, il Consiglio di Stato reintegra 300 candidati 

Gli studenti potranno seguire i corsi in via temporanea fino alla decisione di merito. Il SIGM: “Impossibile realizzare meritocratica selezione della classe dirigente medica”

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Trecento candidati che avevano preso parte al test d’ingresso alla scuola di specializzazione in medicina che ha avuto luogo lo scorso novembre potranno frequentare i corsi fino al momento in cui verrà presa una decisione definitiva di merito.


Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza di sospensiva ordinando l’ammissione – temporanea, in sovrannumero e con effetto immediato – di alcuni ricorrenti che non avevano superato la prova.

La vicenda riguarda gli aspiranti specializzandi che hanno partecipato ai quiz ormai divenuti tristemente famosi per il “pasticcio” delle domande invertite. Al momento di sottoporre il questionario ai medici, infatti, il Cineca (ovvero il consorzio interuniversitario che ha proprio il compito di organizzare i test) ha per sbaglio sostituito i quesiti destinati ai candidati di Area Medica con quelli previsti per l’Area dei Servizi Clinici. Il Ministero si è accorto dell’errore in ritardo, decidendo per questo motivo di annullare la prova e di farla ripetere.

Tornando alla sentenza di Palazzo Spada, è evidente che questa strida parecchio con quanto stabilito solo pochi giorni fa dal TAR del Lazio, che aveva respinto un analogo ricorso. A partire da questo momento, dunque, tutti i ricorrenti hanno a disposizione 60 giorni per appellarsi al Consiglio di Stato e chiedere, in questo modo, la riammissione ai corsi.

Immediata la presa di posizione dei giovani medici del SIGM: “La giustizia amministrativa – spiegano infatti in una nota – ancora una volta conferma come questo sia il Paese in cui non si riesce a realizzare una adeguata e meritocratica selezione della classe dirigente della sanità”. Ma oltre ai “gravi disservizi” che sono stati registrati in occasione del concorso, “il MIUR continua a dimostrare scarsa attenzione nei confronti del capitolo della formazione medica specialistica anche su altri fronti”. Secondo l'Associazione Italiana Giovani Medici, il dicastero starebbe infatti “disattendendo la corretta implementazione della riforma del riordino dell’ordinamento didattico delle scuole di specializzazione, non ricorrendo alla definizione di indicatori di qualità per l’accreditamento ed imponendo un passaggio di ordinamento a scatola chiusa agli specializzandi in corso”. Per questi motivi il SIGM chiede “l’adozione di un piano strutturale di interventi per tutelare il diritto ad una formazione specialistica in linea con gli standard di qualità europea”.

Nel frattempo, l'associazione ha organizzato un "mail bombing" per chiedere "al MIUR ed al Ministero della Salute di farsi garanti dell'adozione e dell'utilizzo" di "specifici indicatori di qualità" da affiancare "agli standard e ai requisiti strutturali e organizzativi ad oggi utilizzati ai fini dell'accreditamento ed attivazione delle scuole di specializzazione". Sono invitati ad aderire all'iniziativa tutti i medici in formazione specialistica e gli aspiranti specializzandi.
di Arnaldo Iodice

Quando la Formazione a Distanza avvicina medico e paziente 

La dottoressa Lucilla Ricottini, counselor e formatore sanitario, illustra le nuove tecniche della comunicazione in medicina

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Comunicare, formare, informare. Tre parole chiave per identificare quel “quid” che caratterizza la professione – e la professionalità – medica, in aggiunta alle necessarie competenze tecnico – scientifiche. La relazione tra il medico ed il paziente assume sempre più importanza e richiede ormai, per i camici bianchi, una vera e propria formazione ad hoc.


La dottoressa Lucilla Ricottini, counselor e formatore sanitario oltre che medico, ha spiegato ai microfoni di Sanità Informazione come le nuove tecnologie, applicate all’ambito medico – formativo, possono ottimizzare il raggiungimento di alcune skills fondamentali per migliorare il rapporto medico – paziente, ed influire positivamente sull’esito terapeutico.

La formazione è importante nel mondo medico, soprattutto se unita alla comunicazione.
E’ verissimo, soprattutto perché per noi medici la comunicazione risulta sempre implicita nella relazione con il paziente. La relazione medico – paziente - la compliance,  è infatti importantissima al fine della riuscita della terapia; se il paziente è rassicurato dalla relazione con il medico, potenzia la risposta del suo organismo. E’ evidente quindi che prestare particolare attenzione all’aspetto relazionale e comunicativo incrementa l’efficacia terapeutica. Altro aspetto fondamentale è la comunicazione tra colleghi: una formazione che preveda contenuti riguardanti la relazione tra colleghi aiuta la professionalità e la crescita individuale.

Le nuove tecnologie vengono incontro ai processi di comunicazione e lo fanno, ad esempio, con la Formazione a Distanza: uno strumento che permette, in questo campo, un’efficacia particolare…
Sicuramente: per chi opera in ambito sanitario ed è quindi impegnato coi turni, la carenza di tempo renderebbe molto difficoltosa la formazione continua. Per fortuna, invece, la Formazione a Distanza permette non solo di usufruirne nei momenti più congeniali, ma di poter tornare più volte sullo stesso argomento per poterlo meglio assimilare. Credo che sia uno strumento più che prezioso, direi indispensabile.

In quest’ottica è stato pensato e realizzato un apposito corso FAD per i medici. In cosa consiste?
Questo corso fornirà delle competenze di base in counseling sanitario. Ciò significa che permetterà di acquisire delle capacità di ascolto empatico per entrare in contatto – in modo rapido ed efficace – con il paziente, attraverso l’uso della riformulazione, dell’ascolto attivo, e di altre tecniche che il corso approfondisce nel dettaglio. Il corso, inoltre, informerà in modo molto chiaro sulla relazione tra neuroscienze e capacità comunicative, permettendo quindi di comprendere le basi neuroscientifiche della comunicazione per usarla in modo più consapevole, e più soddisfacente.
di Chiara Stella Scarano

Il mondo delle assicurazioni 

La copertura in caso di richiesta di rimborso del valore della parcella

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 Sono un odontoiatra con mio studio dentistico personale. Un mio cliente mi ha richiesto la restituzione di quanto mi aveva pagato a fronte di un impianto che il medesimo ha autonomamente valutato essere stato realizzato in modo inadeguato. Il mio Assicuratore, al quale a mia volta avevo presentato la denuncia chiedendo il rimborso della somma, ha rifiutato di risarcirmi asserendo che si tratterebbe di responsabilità di carattere contrattuale.

Effettivamente la posizione dell’Assicuratore risulta legittima. Bisogna infatti precisare che la polizza di responsabilità civile professionale garantisce l‘assicurato soltanto per gli eventuali danni che lo stesso può procurare al paziente durante l’esecuzione del trattamento diagnostico, terapeutico, chirurgico.
La copertura non si estende invece al mancato conseguimento del risultato per il quale la prestazione è stata concordata ed eseguita. I giuristi distinguono queste due obbligazioni in questo modo: la prima come la “messa a disposizione di strumenti“ (che si concretizzano in sostanza con la esperienza professionale del medico) e la seconda: “il risultato” (la guarigione o comunque lo scopo prefissosi tramite la prestazione).
Nel suo caso la richiesta della restituzione della parcella si è fondata, a detta del paziente, proprio sul mancato conseguimento del risultato. Si tratta quindi di una tipica responsabilità contrattuale non prevista, salvo in alcuni rari casi (esempio: chirurgia estetica), tra le garanzie prestate dagli assicuratori. Ovviamente la copertura sarebbe stata efficace nel caso in cui durante l’intervento lei avesse procurato danni al paziente (per esempio una lesione ad un nervo o ad altro dente).
Per concludere: da qualche tempo alcune compagnie di assicurazioni cominciano ad estendere, limitatamente agli odontoiatri, la copertura del rischio contrattuale proprio nella forma limitata del rimborso della parcella al paziente insoddisfatto della prestazione.

I consulenti SanitAssicura 
Gli Esperti rispondono

FAD

D: Si possono acquisire crediti da un corso non accreditato per la propria professione e disciplina?
R: Assolutamente no, se quel determinato corso è accreditato presso Age.Na.S. per una specifica professione. Se invece il corso è stato accreditato per "tutte le professioni", allora, ogni medico, con qualunque specializzazione e disciplina, può svolgere quel corso.

Legale

D: Ho partecipato ad un bando per una posizione per cui possedevo tutti i requisiti. Posso ricorrere, avendo sostenuto tutte le prove ed essendomi classificato in posizione utile e venendo escluso per una motivazione del tutto illogica e pretestuosa?
R: Sì, ha 60 giorni di tempo dalla pubblicazione della graduatoria per ricorrere allegando le motivazioni per cui tale esclusione sia viziata o per violazione di norma di legge o per eccesso di potere.

Assicurativo

D: Sono un biologo che lavora con un contratto a progetto in un’azienda sanitaria. Devo provvedere alla stipula di una polizza personale?
R: La posizione di collaboratore a progetto (e non di dipendente dell’azienda) richiede una copertura personale a prescindere da quella accesa dall’azienda. Quest’ultima polizza infatti copre i dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato